Ai signori Rosa Rinaldi, Alfonso Gianni, Patrizia Sentinelli, Gianpaolo Patta e Paolo Cento.
Gentile signor sottosegretario,
le scrivo per informarla che un personaggio con le sue sembianze, probabilmente un infiltrato dell'opposizione, chiaramente un provocatore, ha sfilato ieri a Roma durante la manifestazione contro la precarietà indetta contro il governo di cui Lei fa parte.
In questo modo mi auguro avrà la possibilità di difendere la sua onorabilità denunciando l'impostore.
Sappiamo che nessuno potrebbe pensare che Lei non sia in grado di cogliere l'evidente contraddizione tra chi ricopre un ruolo decisionale nella vita pubblica del Paese e chi invece scende in piazza per contestare le scelte governative attuate.
Nessuno, nemmeno il disfattista più incallito, crederebbe che se Lei si sentisse inadeguato al ruolo di potere assegnatole o lo vedesse svuotato della sua funzione, indugerebbe un sol secondo nel dare le dimissioni, infischiandosene di quanto ben retribuito possa essere lo stesso.
Quindi, per tutelare il buon nome suo e quello del governo che lei rappresenta, le consiglio indegnamente di cercare di perseguire il suo sosia millantatore.
PS - Se invece, e non lo credo, in piazza ci fosse andato proprio Lei, potrebbe essere il caso di affidarsi a un buon specialista dei disturbi della personalità; ce ne sono anche a poco (come suggeriva il mio amico Gildo a un arbitro di basket poche ore fa). Capirà che il suo disturbo la renderebbe poco compatibile al ruolo ricoperto. Nel caso, mentre si rimette, potrei fare da supplente. Poco posso prometterle se non che che le mie lotte sarebbero nelle aule ministeriali. Certo meno plateali e populiste e, forse, un tantino più efficaci.