25 marzo 2008
La cordata italiana
21 marzo 2008
Resuscitò
Post pasquale visto che da questa sera staccherò la corrente per un paio di giorni.Io credo nel Cristo.
Lo dico temendo di non riuscire a manifestarlo nel vivere quotidiano.
Credo soprattutto nella Resurrezione.
In quella post-mortem abbastanza alla cieca visto che la mia razionalità ne contesta la possibilità senza tollerare argomentazioni. Però mi affido e quando lo fai totalmente ha anche poco senso mantenere aperti gli occhi.
Prima di allora credo fermamente che possiamo resuscitare in vita.
L'ho visto succedere anche questa settimana quando la Provvidenza mi ha permesso di porgere la mano ad un'amica che stava scivolando. Non so quante volte potrà inciampare ancora e chi troverà per aiutarla a rialzarsi. So che se il mio cammino su certi crinali potrà essere meno incerto sarà anche merito suo e sicuro che non mi leggerà ne approfitto per dirle grazie.
PS - Sono di parte, ma la bella foto è di mia moglie
18 marzo 2008
Quelli che la Cina...
Lo so, non sarebbe politicamente corretto pontificare mentre a Lhasa sparano.Su quelle alture un dramma, nelle nostre piane polemiche sterili. Suona brutto vero?
Però vi prego devo sfogarmi, sono esausto.
Non li reggo più (interpreta canticchiando).
- Quelli che, oggi (non ieri e non più domani) si accorgono che in Cina c'è un regime comunista lberticida.
- Quelli che la Cina su un mappamondo la troverebbero soltanto perché è difficile mancare uno stato esteso 10 milioni di km quadrati, cioè più di trenta volte il nostro stivale.
- Quelli che bisogna boicottare le Olimpiadi per difendere la libertà, ma quando è il vicino di banco a venire minacciato, esacerbato o licenziato si girano dall'altra parte.
- Quelli che però la Cina è un'occasione se ci possono 'delocalizzare' la produzione.
- Quelli che non sanno chi sia Terzani ("La porta proibita") o Rampini ("Il secolo cinese"), non hanno mai preso un aereo, ma sanno...
- Quelli che una volta hanno mangiato riso cantonese credendo fosse del Canton Ticino, ma sanno...
- Quelli che il Tibet è in montagna e quindi è a Nord.
- Quelli che il Fiume Giallo per forza è giallo se ci si lavano i cinesi.
- Quelli per cui Mao era l'amico della Cicci e del Giambi e la "Banda dei quattro" un gruppo musicale che scimmiottava i Beatles. Ma sanno...
- Quelli che "Jefferson Ming e l'arte del sorpasso" è un libro di pittura, ma anche loro sanno...
- Quelli che nemmeno immaginano che in Cina ci siano un deserto ed una zona alluvionale.
14 marzo 2008
Grande fratello
Il rettangolino giallo è il mio appartamento individuato su Visual Pagine Gialle.L'immagine è aggiornatissima (il parcheggio degli handicappati è stato segnato veramente da poco) e ben definita.
Nel parcheggio non c'è la Punto grigia di Sonia. Dove sarà?
12 marzo 2008
Palazzi canturini
Per motivi professionali e personali non seguo più la Pallacanestro Cantù al palazzetto dello sport avendo rassegnato le dimissioni all'editore che mi garantiva l'accredito.
Smessi i panni del cronista però, in questi giorni da consumatore di informazioni, non posso restare indifferente a ciò che sta succedendo nella città del mobile.
La premessa. Dopo una vicenda ventennale la giunta di Cantù quest'anno ha assegnato il completamento dei lavori del Palababele alla società Turra di Brescia in concorrenza all'Eleca di Cantù appoggiata dalla società del presidente Corrado.
Il numero uno della Pallacanestro Cantù ha così deciso di vendere e, in mancanza di un compratore locale, muovere la società a Torino dove hanno mostrato interesse avendo a disposizione palazzetti olimpici poco utilizzati dalla metropoli.
Questi i fatti che come ovvio hanno scatenato un can can inimmaginabile tra i molti appassionati del basket brianzolo.
Come al solito non ho risposte, ma qualche domanda sono abituato a farmela
Smessi i panni del cronista però, in questi giorni da consumatore di informazioni, non posso restare indifferente a ciò che sta succedendo nella città del mobile.
La premessa. Dopo una vicenda ventennale la giunta di Cantù quest'anno ha assegnato il completamento dei lavori del Palababele alla società Turra di Brescia in concorrenza all'Eleca di Cantù appoggiata dalla società del presidente Corrado.
Il numero uno della Pallacanestro Cantù ha così deciso di vendere e, in mancanza di un compratore locale, muovere la società a Torino dove hanno mostrato interesse avendo a disposizione palazzetti olimpici poco utilizzati dalla metropoli.
Questi i fatti che come ovvio hanno scatenato un can can inimmaginabile tra i molti appassionati del basket brianzolo.
Come al solito non ho risposte, ma qualche domanda sono abituato a farmela
- Che senso ha costruire un palazzetto dello sport dedicato principalmente alla squadra di basket cittadina contro la volontà della stessa che così rischia di sparire?
- E trasparente assegnare i lavori alla società che per cui lavora l'ex assessore leghista canturino alla sport Giorgio Quintavalle?
- La giunta che ha preso questa decisione ha pensato a un dopo Corrado per Cantù prima di averlo scontentato?
- Se il basket scomparisse non sarebbe meglio abbattere senza ricostruire facendo tornare l'area un campo di margheritine risparmiando un bel po' di soldini dei contribuenti?
Mi fermo qui perché in questo post ho messo più palle che canestri, ma la situazione è bollente e sono certo che dovrò tornare a parlarne.
9 marzo 2008
Inter100
Oltre 200 campioni (meno degli acquisti di Moratti) sono scesi in campo per festeggiare il compleanno numero 100 dell'Inter.
Festa meritata, sempre che il passaporto non fosse falso.
Festa meritata, sempre che il passaporto non fosse falso.
Si parla di:
Angoli e rigori,
Palle e canestri
5 marzo 2008
Congeliamoli
Una fiction in freezer. Si intitola La Vita Rubata e la sua programmazione era prevista per il 10 marzo (con tanto di promo attualmente in onda).
La storia si ispira a quella di Graziella Campagna, una giovane ragazza di Saponara (Messina) uccisa dalla mafia nel 1985.
Perché è congelata? Per una richiesta del presidente della Corte d’appello di Messina, Nicol Fazio e del procuratore generale, Ennio D’Amico nell’imminenza della sentenza del processo sull'omicisio in Corte d’Assise.
In pratica, si sostiene, romanzare una vicenda con procedimento penale in corso rischia di influenzare i togati.
A me l'obiezione sembra più che legittima.
Evidentemente però non a Vespa o a Mentana che proprio ieri sera ho intravisto infervorato in una ricostruzione processuale del dibattimento sulla strage di Erba.
Non potremmo congelare anche loro?
La storia si ispira a quella di Graziella Campagna, una giovane ragazza di Saponara (Messina) uccisa dalla mafia nel 1985.
Perché è congelata? Per una richiesta del presidente della Corte d’appello di Messina, Nicol Fazio e del procuratore generale, Ennio D’Amico nell’imminenza della sentenza del processo sull'omicisio in Corte d’Assise.
In pratica, si sostiene, romanzare una vicenda con procedimento penale in corso rischia di influenzare i togati.
A me l'obiezione sembra più che legittima.
Evidentemente però non a Vespa o a Mentana che proprio ieri sera ho intravisto infervorato in una ricostruzione processuale del dibattimento sulla strage di Erba.
Non potremmo congelare anche loro?
3 marzo 2008
Premi e pensieri
Alla faccia di chi ci vuole male mio fratello ha ottenuto un nuovo riconoscimento per il suo eccellente lavoro giornalistico, il premio Pasetti e se ne andrà a Viareggio per ricevere la gratificazione assegnata su base nazionale visto che localmente si preferiscono menti non pensanti e non pensanti capaci di mentire.
Per la precisione, mio fratello è Mauro e non Maurizio Migliavada.
Si parla di:
Casa Miglia,
MediaMente,
Palle e canestri
27 febbraio 2008
Moratorie
Il peccato originale fu dei Radicali.
In fondo il termine moratoria lo rispolverarono loro qualche anno fa scovandolo in un cassetto polveroso di Marco Giacinto Pannella, tra una stecca di Galuoises ed il kit per lo sciopero della fame.
Potremmo prendercela con loro, ma non osiamo. In fondo lo scopo era nobile, battagliare la pena di morte.
Quando quel furbacchione di Giuliano Ferrara si riappropiò della parola per pubblicizzare la sua nuova crociata antiabortista le prime avvisaglie della moda verbale cominciarono ad evidenziarsi nella sintomatologia più classica: titoloni sui giornali, politici capaci di inserire moratoria in ogni discorso (preferibilmente inserendola tra 'l'ultima settimana del mese' e 'la questione salariale'), telegiornalisti depressi se nelle loro scalette la parolina magica non compariva.
Così, come spesso accade in questo Paese, caduto l'argine, dall'uso si passò all'abuso e la fantasia(?) di giornalisti e uomini pubblici italici è riuscita a intossicare i lettori inventando le moratorie più inimmaginabili.
Ne invocano una i Formigonleghisti a Malpensa, in questo caso da imporre ad Air France. Come controcanto rispondono in Basilicata chiedendone una ambientalista.
Per evitare lo scontro tra i poli geografici del paese anche in Toscana vogliono la loro, questa volta volta sulla tramvia a Firenze.
Satolli? Mettetevi comodi perché siamo solo agli antipasti.
Il piatto forte potrebbe essere una bella moratoria sui clandestini bengalesi, con contorno internazionale di pignoramenti Usa ben condito dal rinvio della chiusura di uffici postali.
Dulcis in fundo una bella moratoria sugli allarmismi, non troppo saporita ma leggerina.
Soddisfatti? Io no. Voglio esagerare.
Propongo una bella moratoria sull'uso della parola moratoria. Due anni, dovrebbero bastare. Tanto poi si dimenticheranno tutti (quelli che lo sanno) cosa significhi.
In fondo il termine moratoria lo rispolverarono loro qualche anno fa scovandolo in un cassetto polveroso di Marco Giacinto Pannella, tra una stecca di Galuoises ed il kit per lo sciopero della fame.
Potremmo prendercela con loro, ma non osiamo. In fondo lo scopo era nobile, battagliare la pena di morte.
Quando quel furbacchione di Giuliano Ferrara si riappropiò della parola per pubblicizzare la sua nuova crociata antiabortista le prime avvisaglie della moda verbale cominciarono ad evidenziarsi nella sintomatologia più classica: titoloni sui giornali, politici capaci di inserire moratoria in ogni discorso (preferibilmente inserendola tra 'l'ultima settimana del mese' e 'la questione salariale'), telegiornalisti depressi se nelle loro scalette la parolina magica non compariva.
Così, come spesso accade in questo Paese, caduto l'argine, dall'uso si passò all'abuso e la fantasia(?) di giornalisti e uomini pubblici italici è riuscita a intossicare i lettori inventando le moratorie più inimmaginabili.
Ne invocano una i Formigonleghisti a Malpensa, in questo caso da imporre ad Air France. Come controcanto rispondono in Basilicata chiedendone una ambientalista.
Per evitare lo scontro tra i poli geografici del paese anche in Toscana vogliono la loro, questa volta volta sulla tramvia a Firenze.
Satolli? Mettetevi comodi perché siamo solo agli antipasti.
Il piatto forte potrebbe essere una bella moratoria sui clandestini bengalesi, con contorno internazionale di pignoramenti Usa ben condito dal rinvio della chiusura di uffici postali.
Dulcis in fundo una bella moratoria sugli allarmismi, non troppo saporita ma leggerina.
Soddisfatti? Io no. Voglio esagerare.
Propongo una bella moratoria sull'uso della parola moratoria. Due anni, dovrebbero bastare. Tanto poi si dimenticheranno tutti (quelli che lo sanno) cosa significhi.
15 febbraio 2008
Work in progress
Colpa di mio fratello che mi ha fatto venire voglia di un template con 3 colonne.
Merito di 'Blog&Web' che dalla Spagna mette a disposizione del mondo strumenti spettacolari.
Merito di 'Blog&Web' che dalla Spagna mette a disposizione del mondo strumenti spettacolari.
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