Ho scoperto di essere miliardario. Non so se in euro o in lire, ma lo sono.
Giuro che non lo sapevo fino a questa mattina quando Gasparri lo ha rivelato .
Secondo il fine pensatore l'essere proprietario di un abbonamento a Sky mi mette di diritto nell'enclave dei ricchissimi. Lamentarsi dell'aumento di una tassa nei confronti di un governo che spergiurava di diminuirle fa di me un signore.
Non che non mi fidi del senatore, ma la lettera di dimissioni che ho scritto d'impulso, eccitato dalla rivelazione, per qualche giorno resterà nel cassetto. Almeno fino a quando non troverò tutti questi soldi.
2 dicembre 2008
Miliardario
17 novembre 2008
Prima degli ultimi
Città in lutto, Duomo affollato, popolazione commossa. Così Como ha salutato il suo vescovo emerito, forse uno degli ultimi personaggi di spessore politico, oltre che religioso della diocesi lariana.
E proprio la politica non ha voluto mancare l'estremo saluto al prelato presentandosi al gran completo in cattedrale a portare il suo omaggio. Chi come me non era presente alle esequie le ha seguite nelle immagini dei media: filmati, scatti, racconti. Uuna fotografia mi ha portato in un banco della cattedrale dove affiancati a un ministro sedevano il sindaco, il presidente della regione e quello della provincia. Per non far mancar nulla anche un parlamentare era con loro in pole position, ma osservando la sfilata dei notabili in questione ho avvertito una sensazione di fastidio. Senza scandalizzarmi, l'istante fissato dal fotografo, mi ha però fatto riflettere.
La domanda mi è nata sponrtanea: possibile che anche in chiesa e nel partecipare al dolore di un'intera popolazione coloro che si sono meritati il poco gradevole appellativo di 'Casta' si debbano sempre distinguere, isolare, emergere? La risposta fin troppo facile si trova nel dovere istituzionale degli eletti e dovrebbe tacitare il mio dubbio. Ma in una società dove le occasioni di incontro e contatto reale tra rappresentanti e rappresentati andrebbero coltivate e incoraggiate l'illusione che almeno i luoghi sacri siano zona franca, senza gerarchie e priorità non andrebbe infranta.
In fondo il credo celebrato in Duomo è lo stesso che insegna che 'gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi' e senza voler cacciare i nostri rappresentanti in fondo alla coda immagino una popolazione più felice di mischiarsi alla sua classe politica invece di doverla seguire ovunque e in ogni momento. Un ministro ed una pensionata affiancati nel cordoglio avrebbero figurato meglio Como che saluta don Sandro. E non mi è difficile credere che qualche notabile preferirebbe sciogliersi nell'abbraccio della comunità piuttosto che doversi sempre presentare in prima fila. La fascia tricolore o quella della provincia tra le corone funebri avrebbero rappresentato le istituzioni quanto chi le indossava, ma per una volta gli uomini sarebbero stati se stessi e non ciò che figurano.
L'Ordine
16 novembre 2008
14 novembre 2008
Eluana
Eluana per me fino a qualche mese fa non esisteva, nemmeno come parola, troppo brutta per essere un nome, troppo strana per essere voce del verbo eludere.
Poi, un giorno, i media mi raccontano una storia. Una cronaca di leggi, naturali e dello stato, di autorità disputate, di sfide teologiche e filosofiche. Un sovrapporsi di voci di giornalisti, politici, preti a cui mai avrei voluto aggiungere la mia.
Questa mattina, poi, guidando tra notiziari che tentavano di scrivere una parola fine a questa vicenda, improvvisamente ho deciso che invece la mia la voglio dire.
Troppe persone in questa vicenda hanno la Verità in tasca e nessun pudore a svelarla.
Io no, ma ho una richiesta. A questi personaggi, soprattutto ai politici o a chi si prende la responsabilità di creare barriere all'esecuzione di un provvedimento giudiziario, chiederei un mese di silenzio, traduzione del sempre valido consiglio di contare almeno fino a 100 prima di parlare. Non un mese arido però; che sia fecondo di esperienze.
Invece di portare acqua in Duomo come suggerisce il direttore di un quotidiano, nelle prossime settimane suggerirei a questi signori di girare per ospedali in cerca delle molte situazioni simili a quella di Eluana.
Di sperimentare, conoscere, vivere con cadenza quotidiana i drammi che si sentono autorizzati a dibattere.
Di amare le figlie dei padri e i padri delle figlie, per un solo mese, nell'ospedale più vicino, nell'orario più agevole.
Tutti i giorni in quel mese per esporsi non a quel sacrificio (visitare una figlia ammalata porterebbe un padre negli abissi e oltre), ma a quel dolore. Affacciarsi al precipizio di una vita senza scintilla, o meglio, senza anima, se anche loro come me si affidano a un credo.
Trenta giorni con cadenza quotidiana.
Basterebbero ad alleggerire il mondo da tante parole per far più spazio all'amore.
11 novembre 2008
6 novembre 2008
Viaggia con noi
Non ho una videocamera e questo è un 'cameracar' che ha girato Sonia con la macchina fotografica mentre salivamo al Bryce Canyon, nello Utah.
E voglio condividerlo.
E voglio condividerlo.
28 ottobre 2008
Marco va in città
Ok, la foto ce l'hanno fatta un po' scura, ma se vuoi le cose fatte bene devi fartele da solo.
Era solo per dire che i parchi ormai li abbiamo lasciati alle spalle e da oggi si torna sulla costa.
Era solo per dire che i parchi ormai li abbiamo lasciati alle spalle e da oggi si torna sulla costa.
27 ottobre 2008
Break
Poi sarà un'altra America e 1000 altre avventure, ma ve le racconterò al ritorno
25 ottobre 2008
Bellagio from our window
23 ottobre 2008
Restaurant
Sulla strada che porta al Grand Canyon, trovi un ristorantino che è quello che hai già visto in un milione di film, con le panche ricoperte in finta pelle e la cameriera cicciona e sorridente che serve caffè.
In realtà cerchi un panino e scopri che puoi anche controllare le e-mail. Allora scrivi un post veloce mentre la gioconda frigge pancetta per aggiornare gli amici e dire che per ora ti sei fatto 2 giorni a Indian Wells e una nottata a Las Vegas al Bellagio. E tanta macchina, ma qui guidare è parte della vacanza e devi solo stare atttento a non distrarti troppo.
Alla prossima, con più calma.
In realtà cerchi un panino e scopri che puoi anche controllare le e-mail. Allora scrivi un post veloce mentre la gioconda frigge pancetta per aggiornare gli amici e dire che per ora ti sei fatto 2 giorni a Indian Wells e una nottata a Las Vegas al Bellagio. E tanta macchina, ma qui guidare è parte della vacanza e devi solo stare atttento a non distrarti troppo.
Alla prossima, con più calma.
14 ottobre 2008
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