Il peccato originale fu dei Radicali.
In fondo il termine moratoria lo rispolverarono loro qualche anno fa scovandolo in un cassetto polveroso di Marco Giacinto Pannella, tra una stecca di Galuoises ed il kit per lo sciopero della fame.
Potremmo prendercela con loro, ma non osiamo. In fondo lo scopo era nobile, battagliare la pena di morte.
Quando quel furbacchione di Giuliano Ferrara si riappropiò della parola per pubblicizzare la sua nuova crociata antiabortista le prime avvisaglie della moda verbale cominciarono ad evidenziarsi nella sintomatologia più classica: titoloni sui giornali, politici capaci di inserire moratoria in ogni discorso (preferibilmente inserendola tra 'l'ultima settimana del mese' e 'la questione salariale'), telegiornalisti depressi se nelle loro scalette la parolina magica non compariva.
Così, come spesso accade in questo Paese, caduto l'argine, dall'uso si passò all'abuso e la fantasia(?) di giornalisti e uomini pubblici italici è riuscita a intossicare i lettori inventando le moratorie più inimmaginabili.
Ne invocano una i Formigonleghisti a Malpensa, in questo caso da imporre ad Air France. Come controcanto rispondono in Basilicata chiedendone una ambientalista.
Per evitare lo scontro tra i poli geografici del paese anche in Toscana vogliono la loro, questa volta volta sulla tramvia a Firenze.
Satolli? Mettetevi comodi perché siamo solo agli antipasti.
Il piatto forte potrebbe essere una bella moratoria sui clandestini bengalesi, con contorno internazionale di pignoramenti Usa ben condito dal rinvio della chiusura di uffici postali.
Dulcis in fundo una bella moratoria sugli allarmismi, non troppo saporita ma leggerina.
Soddisfatti? Io no. Voglio esagerare.
Propongo una bella moratoria sull'uso della parola moratoria. Due anni, dovrebbero bastare. Tanto poi si dimenticheranno tutti (quelli che lo sanno) cosa significhi.
27 febbraio 2008
Moratorie
15 febbraio 2008
Work in progress
Colpa di mio fratello che mi ha fatto venire voglia di un template con 3 colonne.
Merito di 'Blog&Web' che dalla Spagna mette a disposizione del mondo strumenti spettacolari.
Merito di 'Blog&Web' che dalla Spagna mette a disposizione del mondo strumenti spettacolari.
11 febbraio 2008
State of the Net {4} autoreferenzialità
L'autoreferenzialità secondo me è il limite in cui rischia di cadere il mondo di Internet e dei social network.
Il giochino dei link per esempio è lampante. Nell'economia delle segnalazioni quasi non esiste il regalo. Troppo spesso si inserscono nelle proprie pagine link per reciprocità (hai commentato me, ora io commento te) o per appartenenza alla stessa conventicola.
Nell'utopia del gratuito sostenuta dalla maggiorparte delle voci dei blog è una piccola stonatura.
In più. Si parla troppo spesso tra adepti.
Per esempio, mi sono ritrovato a questa conferenza dove quasi mai sono stati presentati i relatori. La mia colpevole ignoranza ha trovato risposte soltanto nella rete dove mi sono rifugiato cercando di abbinare volti e nomi.
Soltanto un profilo mi era noto.
Quello dell'homus informaticus distinguibile dalla coda di cavallo e dalla barba incolta che si pensava estinto agli albori del secolo corrente. Per chi come me si sentiva troppo spesso pesce fuor d'acqua (ed incapace di evolversi sviluppando i polmoni) la sua apparizione ha ridato speranza.
9 febbraio 2008
State of the Net {3} Buoni vs cattivi
Cronaca ed analisi di stateofthenet li lascio ad altri.
Qualche spunto però mi ha fatto pensare e con la poca lucidità che posso avere dopo la dieta di oggi a base esclusivamente di nimesulide provo a condividerli con voi.
L'argomento che più mi appassiona per trascorsi e presente professionale è il rapporto tra Internet e la comunicazione.
Nelle noiosissime tirate che faccio sull'argomento a chi non riesce prima a sfuggirmi inventando impegni improbabili mi accorgo di identificare spesso il cavaliere senza macchia nè paura nel blogger, il volenteroso, ma sottomesso quasi eroe nel giornalista ed il Cattivo (con la C maiuscola) nell'editore.
Cercando per un secondo di sfuggire alla certezza nata a Natale sull'assenza di una scintilla di intelligenza nel pianeta editori vi espongo i miei dubbi su questa schematizzazione.
Qualche spunto però mi ha fatto pensare e con la poca lucidità che posso avere dopo la dieta di oggi a base esclusivamente di nimesulide provo a condividerli con voi.
L'argomento che più mi appassiona per trascorsi e presente professionale è il rapporto tra Internet e la comunicazione.
Nelle noiosissime tirate che faccio sull'argomento a chi non riesce prima a sfuggirmi inventando impegni improbabili mi accorgo di identificare spesso il cavaliere senza macchia nè paura nel blogger, il volenteroso, ma sottomesso quasi eroe nel giornalista ed il Cattivo (con la C maiuscola) nell'editore.
Cercando per un secondo di sfuggire alla certezza nata a Natale sull'assenza di una scintilla di intelligenza nel pianeta editori vi espongo i miei dubbi su questa schematizzazione.
- Giornali e web. Chi fa più resistenza normalmente all'introduzione di nuove tecnologie? Gli editori che probabilmente ci guadagnerebbero o i cdr che ne fanno soltanto argomento contrattuale?
- Blogger. E' impossibile un controllo preventivo anti diffamazione e calunnia e spesso anche l'dentificazione di eventuali calunniatori e diffamatori. E' questo il paradigma della libertà?
- Notizie e web. Google è diventata la tomba della ricerca e dell'inchiesta per la comodità degli editori o per la pigrizia dei redattori?
- Redazioni web diversificate da quelle tv o della carta stampata. Anche qui, chi si oppone più alla mescolanza dei ruoli?
- La pubblicità. E' buona oppure è cattiva? In quale altro modo posso mantenere un'informazione professionale?
8 febbraio 2008
State of the net {2}
Questo mi interessa già di più.
Dal dibattito tra Luca De Biase ed il prof. Rullani cosa mi ha stimolato?
Se la conoscenza tecnologica si relaziona correttamente con l'intelligenza fluida (cioè suddivisa tra gli individui, nodi della rete) si crea valore economico dato dall'economia di scala e dalla relazione con l'economia non passiva.
Importante una modularità delle soluzioni innovative che si possano così sommare.
Occorre aiutare gli innovatori che nella nostra società formalizzata e burocratizzata si sentono spesso abbandonati e cavalieri solitari contro tutto e tutti.
Nell'ambito della comunicazione che è quello che piùmi interessa serve che il mezzo 'Web 2.0' nelle sue svariate forme prenda consapevolezza delle sue potenzialità che sono pari a quelli degli altri media ed in prospettiva superiori.
Dal dibattito tra Luca De Biase ed il prof. Rullani cosa mi ha stimolato?
Se la conoscenza tecnologica si relaziona correttamente con l'intelligenza fluida (cioè suddivisa tra gli individui, nodi della rete) si crea valore economico dato dall'economia di scala e dalla relazione con l'economia non passiva.
Importante una modularità delle soluzioni innovative che si possano così sommare.
Occorre aiutare gli innovatori che nella nostra società formalizzata e burocratizzata si sentono spesso abbandonati e cavalieri solitari contro tutto e tutti.
Nell'ambito della comunicazione che è quello che piùmi interessa serve che il mezzo 'Web 2.0' nelle sue svariate forme prenda consapevolezza delle sue potenzialità che sono pari a quelli degli altri media ed in prospettiva superiori.
State of the net
Difficile capire perché una conferenza sullo stato dell'arte della rete in Italia preveda (fino ad ora) un dibattito soltanto in inglese e senza alcuna presentazione a supporto di chi non capisse.
Da distaccato, non avendo enormi problemi nella comprensione, capisco il dovere di ospitalità verso mr David Sifry, primo relatore, ma anche gli indigeni meriterebbero più attenzione.
Se gli organizzatori suggeriscono parole chiave io ci mett la mia.
Ritardo. Quello di oltre mezzora con cui è iniziata la conferenza e quello di 5 anni rispetto agli Usa, 2 o 3 rispetto a Uk e Giappone in cui, secondo l'ospite americano siamo a livello di 'consumo' di Internet e nuove tecnologie.
Da distaccato, non avendo enormi problemi nella comprensione, capisco il dovere di ospitalità verso mr David Sifry, primo relatore, ma anche gli indigeni meriterebbero più attenzione.
Se gli organizzatori suggeriscono parole chiave io ci mett la mia.
Ritardo. Quello di oltre mezzora con cui è iniziata la conferenza e quello di 5 anni rispetto agli Usa, 2 o 3 rispetto a Uk e Giappone in cui, secondo l'ospite americano siamo a livello di 'consumo' di Internet e nuove tecnologie.
30 gennaio 2008
Privilegi
Se tuo fratello e il tuo migliore amico sono bravi giornalisti potresti avere un punto di vista privilegiato sul alcuni fatti di cronaca lariani.
Siccome però son generoso, se voleste sapere del processo sulla strage di Erba quasi in diretta ed in prima persona vi do una dritta.
StrageDiErba.Blogspot.com
Siccome però son generoso, se voleste sapere del processo sulla strage di Erba quasi in diretta ed in prima persona vi do una dritta.
StrageDiErba.Blogspot.com
24 gennaio 2008
Diretta
Troppo difficile fare una dichiarazione di voto restando nei tempi (Rossi)?
O essere pronti a parlare quando è il proprio turno (Fisichella)?
O fare una dichiarazione in rispostaa quanto detto da Prodi invece che leggersi le cartelle preparate dall'assistente retribuito in nero (tutti gli altri)?
Parrebbe di sì.
In diretta
O essere pronti a parlare quando è il proprio turno (Fisichella)?
O fare una dichiarazione in rispostaa quanto detto da Prodi invece che leggersi le cartelle preparate dall'assistente retribuito in nero (tutti gli altri)?
Parrebbe di sì.
In diretta
Così o Pomì
So che un miliardo di persone stanno cercando di convincerti dell'opportunità di farlo.
Un miliardo meno una.
Per favore , signor Presidente del Consiglio, non dimetterti.
Non lo fa il presidente della regione Sicilia condannato a 5 anni di galera.
Non lo fa il presidente del suo partito.
Non lo fa un ministro dell'ambiente dichiaratamente ambientalista più deciso nell'affrontare la spinosa questione della sua presunta bisessualità piuttosto che interessarsi alla monnezza.
Non lo fanno il presidente della regione Campania nè il sindaco di Napoli che nell'immondizia annegano.
Perché dovresti rassegnarti tu.
Io ti ho votato alle ultime politiche ed ho votato per te, non certo Fassino o Rutelli mentre ai cespugli avrei volentieri dato fuoco se non fossi un ex pompiere.
Il tuo ex guardasigilli poi è il vero unico motivo per cui avevo una mano sul naso mentre segnavo con una croce il tuo nome nella cabina elettorale. Essì, mandar giù Mastella è stata dura.
Ma è tutto passato e il bello potrebbe cominciare ora.
Continua col tuo testone duro.
Lascia la responsabilità politica del governicidio a chi lo vuole e tu che invece ci credi nel tuo governo non fare passi indietro. In fondo chi lo vuole un governo tennico, checchè ne dica la casta politico-mediatica.
O così o Pomì. L'hai detto in campagna elettorale e ti ho creduto.
Forza Romano, un ultimo sforzo, fatti licenziare così che almeno il tuo affossatore sia chiamato a risponderne.
Un miliardo meno una.
Per favore , signor Presidente del Consiglio, non dimetterti.
Non lo fa il presidente della regione Sicilia condannato a 5 anni di galera.
Non lo fa il presidente del suo partito.
Non lo fa un ministro dell'ambiente dichiaratamente ambientalista più deciso nell'affrontare la spinosa questione della sua presunta bisessualità piuttosto che interessarsi alla monnezza.
Non lo fanno il presidente della regione Campania nè il sindaco di Napoli che nell'immondizia annegano.
Perché dovresti rassegnarti tu.
Io ti ho votato alle ultime politiche ed ho votato per te, non certo Fassino o Rutelli mentre ai cespugli avrei volentieri dato fuoco se non fossi un ex pompiere.
Il tuo ex guardasigilli poi è il vero unico motivo per cui avevo una mano sul naso mentre segnavo con una croce il tuo nome nella cabina elettorale. Essì, mandar giù Mastella è stata dura.
Ma è tutto passato e il bello potrebbe cominciare ora.
Continua col tuo testone duro.
Lascia la responsabilità politica del governicidio a chi lo vuole e tu che invece ci credi nel tuo governo non fare passi indietro. In fondo chi lo vuole un governo tennico, checchè ne dica la casta politico-mediatica.
O così o Pomì. L'hai detto in campagna elettorale e ti ho creduto.
Forza Romano, un ultimo sforzo, fatti licenziare così che almeno il tuo affossatore sia chiamato a risponderne.
22 gennaio 2008
D is for Drugstore
E' sempre aperto anche nelle ore notturne.Cosa ci trovi? L'indispensabile. In Italia vorrebbe dire prodotti alimentari, ma negli Usa la maggiorparte dei banconi è invece dedicata alle 'drug', i medicinali.
Dietro al bancone c'è quasi sempre un immigrato scorbutico e nel negozio che viene rapinato in ogni telefilm americano trovi anche cosmetici, biglietti della lotteria, riviste, bibite, conserve, patatine e tutto ciò che immagino un americano medio consideri cibo domestico cioè zuppe in scatola e poco altro.
A proposito, al prossimo sciopero dei farmacisti che non vogliono la liberalizzazione commerciale dei medicinali ricordatevi che per un mal di testa ho pagato 500 capsule di ibuprofene da 200 mg all'incirca 4€. Il vostro camicie bianco di fiducia vi spaccia un sesto del principio attivo al doppio del prezzo. Per chi fatica in matematica significa che per noi il costo (e per loro l'incasso) è una dozzina di volte superiore.
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