Si parla di: Politiche
Ormai sono due mesi che sono senza lavoro e alla ricerca.
In due mesi un paio di colloqui interessanti di cui attendo gli sviluppi ed un'offerta economicamente svantaggiosa, lavorativamente interessante, ma ancora lontana dal concretizzarsi.
Da lunedì intanto inizierà un corso di riqualificazione in Marketing Strategico e Operativo che mi terrà super impegnato.
Faccio fatica a scriverne perché essere disoccupato a quarant'anni è logorante tanto che ti senti perfino in colpa per non essere produttivo. Però farlo potrebbe essere terapeutico e ci proverò...
Si parla di: Disokkupato
Voglio ufficialmente ringraziare Maurizio Giunco, editore del Corriere di Como e di Espansione TV per avere licenziato alla vigilia di Natale di due anni fa mio fratello Mauro.
Anche per effetto di questo scellerato provvedimento oggi mio fratello è stato promosso direttore responsabile dell'Ordine.
Un grazie minore anche al direttore Mario Rapisarda, peggior attore non protagonista della sceneggiata.
Si parla di: Casa Miglia
Chiedo venia, questo blog più che di lettori abituali avrebbe bisogno di uno scrittore abituale.
Invoco le attenuanti generiche, è stato un anno difficile.
Da Ferragosto ci rirpoverò!
Si parla di: Casa Miglia
Si parla di: Casa Miglia
Ricordate il 'family day' con in prima fila Berlusconi, Casini e Fini?
Ma lo slogan era 'Più famiglia' oppure 'PIU FAMIGLIE'?
Si parla di: Politiche
«Ma sai che sei finito sulla Provincia?» mi chiede prima di salutarmi.
Impossibile, mi viene da rispondergli, ma poi cerco di approfondire la questione.
«Sì, in un articolo su Facebook, han pubblicato anche una delle tue foto di classe» mi spiega.
Eccheccazzo, dico io, al di la dell'amicizia che mi lega al caporedattore del quotidiano locale che potrà essere invocata come attenuante generica, mica (nel senso lombardo di negazione) possono fare una cosa del genere senza chiedermelo o perlomeno avvertirmi. Della mia privacy se ne fottono?
«Non sono tenuti, tu l'hai pubblicata in internet e quindi è come se fosse una cosa pubblica» insiste il mio interlocutore di fronte alle mie proteste. Io poi quando discuto mi scaldo e sembra quasi ce l'abbia con lui, ma secondo me, difende l'indifendibile.
Insomma, questi pubblicano una foto di mia proprietà; un'immagine dove io sono ritratto (e non sono persona nota, nè con qualche carica pubblica, non credo ci siano indagini di polizia sul mio conto e mi sfuggono scopi didattici), copiata da un sito dove io l'ho esposta decidendo di mostrarla esclusivamente a una lista di miei amici, e non al mondo intero!
Io dico che non possono farlo senza chiedermelo e mi si risponde che la legge non mi tutelerebbe se non volessi apparire in quella foto e su quel quotidiano (facciamo finta che non esistano obblighi di buna creanza).
Davvero i giornalisti sono convinti che tutto ciò che trovano comodamente su internet sia pubblicabile senza nemmeno avvertire i diretti interessati?
In fondo a me di essere apparso sul quotidiano non me ne può fregare di meno e anzi sono convinto che ci sia stata la volontà di favorirmi in qualche modo piuttosto che di danneggiarmi, ma come i giornalisti si pongono di fronte al mezzo Internet?
Io con Facebook di fatto ho firmato un contratto con regole ben precise e tutele reciproche, ma un media tradizionale perché crede di avere il diritto di pubblicare una mia foto (proprietario dell'immagine digitale oltre che persona ritratta) senza nemmeno chiedermene il permesso?
Chi può risponda, forse la domanda merita un mini-dibattito.
Si parla di: MediaMente
Tra le mie fortune una delle maggiori è stata non subire grosse disillusioni.
Per esempio, se come tutti i bambini sono cresciuto nella convinzione che mio padre fosse un supereroe, invincibile e valoroso, anche quando tardivamente ho imparato a pensare come un adulto, ho trovato solide prove a confermare le mie infantili intuizioni.
La certezza poi l'ho avuta a 24 anni quando in crisi con l'università decisi di partire per il servizio militare e seguendo una pista già tracciata dal mio vecchio mi sono arruolato per un anno nei vigili del fuoco.
Anzi, nei pompieri.
Era l'ultimo anno di servizio di mio papà, o il Capo, come tutti lo chiamavano in caserma. L'ultimo anno dopo una vita lavorativa iniziata anche per lui con il servizio militare e chiusa istruendo ancora una volta il figlio, questa volta con addosso una divisa. Era il '94 ed in quei dodici mesi ho riscoperto una persona a cui ero tanto vicino da non riuscire mai a inquadrarlo per intero.
Ma non è di questo che vorrei parlare. O almeno, non solo di questo.
Tra i racconti di mio papà, quelli che ancora oggi non mi stanco di ascoltare sono quelli legati alle emergenze.
In 40 anni e in diversi ruoli ha preparato lo zaino per correre in aiuto di terremotati, alluvionati, senza tetto. Dal Belice fino al Friuli, unendo un'Italia tanto diversa anche nel reagire alle disgrazie, ha scavato fango, polvere, rocce per avere la suprema soddisfazione di estrarre da un crollo persone in attesa di quelle mani forti.
Io da piccino, quando la 'colonna mobile' me lo rapiva per intere settimane, guardavo curioso il telegiornale cercandolo nello sfondo delle giacche impolverate al lavoro perché ben sapevo che anche avendone il grado non lo avrei mai trovato in prima fila dietro il giornalista di turno con le mani in tasca e l'espressione corrucciata di chi si deve dare un tono. E come lui tutti i suoi uomini.
Oggi un suo collega, e molto indegnamente un mio collega, non è sopravvissuto al terremoto, tragedia che si somma e si annulla nelle mille altre tragedie.
I supereroi esistono. Davvero.
Si parla di: Casa Miglia, Croniche
Domenica uggiosa e cazzeggio in Internet nell'attesa di NGC Cantù - Premiata Montegranaro.
Una notizia, raccolta dal mio aggregatore dopo essere stata pubblicata sul Resto del Carlino, storico quotidiano italiano, mi coglie del tutto impreparato.
In un'intervista il signor (o la signora se ho decifrato male il nome) Aaron Pettinari intervistando il coach della squadra di pallacanestro brianzola, Luca Dalmonte, chiede come procede l'inserimento di Porta (presumibilmente Antonio Porta).
L'unico acquisto di cui io ero a conoscenza era invece Prato, che di Porta è l'anagramma e che con il giocatore attualmente ad Avellino condivide la nazionalià, ma non il ruolo.
Errore plausibile, forse nemmeno dell'intervistatore, ma di qualche redattore distratto che ha scambiato i nomi, ma con coerenza lo svarione nella domanda viene trascinato anche nella risposta di Dalmonte ed io approdo al palazzetto con il forte dubbio di trovare un nuovo giocatore pronto al debutto al Pianella.
Si parla di: MediaMente, Palle e canestri
Como, la mia città, ha vissuto un anno particolarmente vivace nel mondo dei quotidiani.
Negli ultimi 6 mesi è nato "L'Ordine", ha ottenuto di uscire in edicola insieme a Libero e "La Provincia", il quotidiano storico per i lariani, ha di fatto comunicato uno stato di crisi occupazionale, come scrive anche Paolo nel suo blog .
Questo mese in Tabloid ho trovato un interessante articolo che analizza lo stato di salute dei quotidiani lombardi.
Concentro la mia attenzione su una tabella che compara diffusione e numero di occupati di alcuni giornali comaschi. Questi i dati per i comaschi:
| testata | diffusione | giornalisti | occupati | diffusione/occupati |
|---|---|---|---|---|
| L'Ordine | 3000 | 4 | 5 | 600 |
| Il Corriere di Como | 10000 | 8 | 18 | 555 |
| La Provincia | 43878 | 79 | 122 | 359 |
I dati sono asettici e a volte ingannevoli e per interpretarli occorre qualche chiave di lettura.
La diffusione innanzitutto è generalmente gonfiata. Assumo che lo sia in modo omogeneo per le tre testate.
Il numero degli occupati potrebbe non essere realistico al 100%.
Io personalmente in passato sono stato redattore del Corriere di Como senza figurare nell'elenco dei redattori della testata e non conosco la situazione attuale.
Posso confermare per certo i numeri dell'Ordine dove lavora mio fratello come caporedattore come per certo so che l'abbinamento con Libero, non in essere al omento della raccolta di questi dati, ha aumentato la diffusione dell'ultimo nato tra i quotidiani comaschi.
Fatte queste premesse, vi stupisce lo stato di crisi della Provincia?
Si parla di: MediaMente
Mai sentito parlare dell'indice di McDonald ? Non è l'enorme dito di un pagliaccio scozzese ma una misura che economisti seri ed attendibili utilizzano per calcolare il costo della vita in un paese.
Essendo la catena di ristoranti diffusa ormai quasi ovunque, il costo di un pasto, dello stesso pasto, da un'idea di quanto gli abitanti di quella nazione spendano per vivere.
Vediamo di aggiornarlo. L'ultima volta che ho preso un McMenu a Milano ho speso all'incirca 6€ (memoria maledetta, non mi resta in testa niente).
Ieri per festeggiare il sabato lavorativo a pranzo invece del riso un pasto ordinato al fast-food.
Prezzo? Circa 30.000 rupiah, cioè 2€.
Si parla di: Indonesia
Oggi è il 'Mercoledì delle ceneri' ed inizia la Quaresima. Me lo ricorda Kris, indonesiano di etnia cinese.
Mi dice che nel pomeriggio si assenterà un'oretta per andare in chiesa e quando gli chiedo per quale motivo lui mi ricorda che oggi è l'Ash Wednesday. Non avendo vissuto il carnevale non me ne ero nemmeno accorto.
Quindi ecco cosa succede in Indonesia.
Assenza giustificata dal lavoro per pregare.
Nello stato dove risiede la maggioranza dei mussulmani nel mondo.
Dove l'Islam è seguito da oltre l'80% della popolazione.
Dove il mio amico è minoranza oltre che religiosa anche etnica.
Cospargiamoci il capo di cenere, forse è proprio il caso di farlo.
Si parla di: Indonesia
Si parla di etnie tra una configurazione e un'altra perché qui nell'ufficio ci sono malesi, indonesiani, cinesi e pure io ribattezzato scherzosamente da Firuz "l'albino".
Mi trovo a spiegare quanto poco omogenee siano l'etnie anche in Italia ormai, visto che a Milano c'è la più grande chinatown italiana ufficiale, i molti immigrati nordafricani o mediorientali.
In più la nostra nazione tra dominazioni e latitudini diverse è un bel mix di per se e già tra me e mia foglie non ci sono poi tutte queste affinità ed io potrei sembrare più tedesco che italiano.
"Noooo - mi risponde un locale tifoso dell'AC Milan - si vede che tu sei italiano".
E da cosa, chiedo io?
"Porti i capelli come i calciatori di serie A, come Alessandro Nesta!"
Si parla di: Indonesia
Successo mai che vi mandino in trasferta e vi troviate a dividere un appartamento con due colleghi (maschio e femmina) malesi e sconosciuti fino ad allora?
A me succede anche in questi giorni. Neanche male avere uno spazio comune oltre ad una bella stanza se si riesce a soprassedere al bagno condiviso con Firuz.
Oggi però sorpresa ulteriore. Entro in appartamento coglionando nel mio inglese maccheronico come sempre quando trovo ad accogliermi la mamma di Firuz che mi saluta con un 'Sorry to invade your appartment Marco'.
Beh, me la devo tenere fino a lunedì :-)
Si parla di: Indonesia
A sinistra il mio pranzo come mi viene consegnato dai gentilissimi fattorini che provvedono al mio sostegno.Si parla di: Indonesia





Il lavoro di gestione di un chiosco in estate, è davvero duro! Ma far felici i bambini che si affacciano al nostro bancone è la soddisfazione più grande.Selezionate coni e coppette,e serviteli al bambino di turno, insieme alla bibita desiderata. Chinotto, coca cola e succo d'arancia... nel nostro chiosco non manca davvero niente!
